In questo Articolo
for GC Applications

L’olio di oliva rappresenta la più grande fonte di grassi presente nella dieta mediterranea.

L’Italia è il secondo produttore di olio d’oliva al mondo, subito dietro la Spagna, e rappresenta da sola circa il 10% dell’olio d’oliva mondiale.

Per questo motivo, risulta essere di primaria importanza la valutazione della qualità dell’olio e la coerenza della sua denominazione con quanto indicato sulle etichette dei singoli prodotti.

 

Tra le tecniche maggiormente utilizzate e consigliate per questa tipologia di analisi vi è la
GAS CROMATOGRAFIA.

La GC, infatti, rappresenta un tool indispensabile per comprendere quali siano le sostanze grasse presenti all’interno degli oli e, al tempo stesso, per valutarne l’eventuale adulterazione.

 

ACIDI GRASSI

Per capire la qualità dell’olio d’oliva, uno dei primi aspetti da valutare è proprio la composizione degli acidi grassi presenti al suo interno.

È, infatti, risaputo che l’olio di oliva non trattato con processi di raffinazione, rispetto all’olio di oliva trattato, presenta una quantità di acidi grassi trans molto più bassa e una quantità di acidi CIS, invece, molto più alta.

Nella nota applicativa dedicata viene mostrato quanto sia importante avere un buon metodo cromatografico che consenta la separazione degli isomeri CIS/trans.

 

STEROLI

Gli steroli sono una specie di “impronta digitale” dell’olio di oliva. Sebbene rappresentino solo una piccola porzione dell’olio, l’analisi di queste sostanze consente di individuare non solo le tipologie di ulivi utilizzati per la produzione, ma anche la zona di provenienza e la purezza del prodotto finale.

Nella nota applicativa dedicata viene mostrato come avere un metodo cromatografico stabile sia fondamentale per l’analisi e la separazione di questa classe di composti.

 

TRIGLICERIDI

I trigliceridi sono le molecole maggiormente presenti all’interno dell’olio di oliva. L’analisi della loro composizione consente di individuare non solo la tipicità e la genuinità dell’olio, ma anche di capire con esattezza se vi è stato aggiunto olio di semi al prodotto finale, e dunque, di comprendere se sono state eventualmente messe in atto frodi alimentari.

Nella nota applicativa dedicata viene mostrato come attraverso la GC e l’utilizzo di una colonna – come la CC-LIPID – sia possibile la separazione di queste molecole e la, conseguente, valutazione del profilo trigliceridico dell’olio.

 

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